mercoledì 10 marzo 2010

Finanziamenti agevolati: capitalizzazione per le micro cooperative

Finalità:
Capitalizzare le micro cooperative al fine di implementare l’equilibrio patrimoniale dell’impresa e/o operare investimenti mirati, qualitativamente idonei a consentire un “salto di qualità” nell’attività aziendale, assicurando, al tempo stesso, assistenza anche di tipo gestionale in modo che tali imprese possano muovere “i primi passi” verso un percorso di crescita e rafforzamento.
Destinatari:
Micro cooperative (meno di 10 occupati e fatturato annuo oppure totale attivo di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro. Il 67% delle micro cooperative aderenti ha un capitale sociale inferiore ad € 10.000.) neo costituite - nelle quali i soci hanno già provveduto agli oneri della costituzione – o in fase di sviluppo.
Presupposto:
adesione e regolarità nel versamento dei contributi associativi, preventivamente verificati dalle Confcooperative territoriali.
Condizione di accesso:
Delibera assembleare di aumento del capitale sociale.
Modalità di funzionamento:
- Gli interventi di Fondosviluppo saranno effettuati a sportello, su richiesta.
- Verrà seguita una graduatoria temporale.
- I criteri di valutazione (ex lege 59/92) saranno: innovazione- incremento occupazionale- mezzogiorno, progetti di integrazione di impresa.
- La cooperativa dopo aver rimborsato quanto ricevuto potrà fare richiesta di un nuovo intervento.
- L’intervento di Fondosviluppo potrà essere erogato in via alternativa: o nella forma di apporto al capitale sociale nella qualità di socio sovventore per un importo massimo complessivo di € 25.000 oppure nella forma di prestito agevolato per un importo di € 25.000 che, in caso di garanzia fideiussoria del Cooperfidi, può arrivare fino a massimo € 50.000.
Forma tecnica:
CAPITALE SOCIALE: partecipazione in qualità di socio sovventore pari al 100% dell’aumento del capitale sottoscritto dai soci, massimo € 25.000
Piano di rimborso del capitale:
Partecipazione al capitale per la durata di 3 anni
Versamento del capitale da parte di Fondosviluppo in un’unica soluzione.
Rimborso in tranche annuali
al rimborso della tranche vengono riconosciuti i costi dei servizi di assistenza e monitoraggio sostenuti nel periodo, in base ad un tariffario preventivamente condiviso.
Oppure
Rimborso in un’unica soluzione, alla scadenza del 3° anno.
I costi dei servizi di assistenza e monitoraggio erogati dal Centro Servizi relativi al triennio vengono riconosciuti contestualmente al rimborso, in base ad un tariffario preventivamente condiviso.
Trascorso tale periodo di 3 anni la quota dovrà essere rilevata dai soci della cooperativa o da nuovi soci (a fronte di impegno assunto in Assemblea). Le clausole statutarie finalizzate a garantire il rientro del capitale che normalmente Fondosviluppo richiede sono ridotte al minimo.
Forma tecnica:
PRESTITO pari al 100% dell’aumento del capitale sociale deliberato, pari ad € 25.000, aumentabile fino ad € 50.000 in caso di fideiussione del Cooperfidi (è comunque necessaria la delibera di aumento del capitale sociale).
Durata: 3 anni.
Piano di rimborso del prestito:
Erogazione in un’unica soluzione
-rimborso in 3 tranche annuali:
al pagamento della tranche vengono riconosciuti i costi dei servizi di assistenza e monitoraggio sostenuti nel periodo, in base ad un tariffario preventivamente condiviso,
oppure
-rimborso integrale alla fine del triennio con pagamento annuale degli interessi:
i costi dei servizi di assistenza e monitoraggio sostenuti per tutto il periodo vengono riconosciuti alla fine del triennio, in base ad un tariffario preventivamente condiviso.
Tasso di interesse:
pari al 2% fisso per la durata del finanziamento.
Il tasso potrà subire variazioni in base all’andamento del mercato, ma una volta definito rimarrà invariato per tutta la durata del finanziamento.
Garanzia dei Cooperfidi:
Eventuale, pari al 50% del finanziamento, con diritto ad un abbattimento dello 0,5% del tasso applicato.
Il Costo della garanzia e la quota sociale di adesione saranno sostenute da Fondoviluppo, una volta rimborsato il finanziamento.
Iter di presentazione
L’Unione Regionale/Provinciale è il diretto interlocutore della cooperativa.
L’UNIONE REGIONALE unitamente all’UNIONE PROVINCIALE inoltra a Fondosviluppo una lettera di patronage a firma congiunta con la quale trasmette la richiesta di intervento ed alla quale si allega, previa valutazione, la seguente documentazione al completo:
-Scheda sintetica (predisposta da FSV) che vale quale domanda di intervento e che quindi dovrà essere firmata dalla Cooperativa richiedente,
-Statuto Vigente,
-Ultimo bilancio di esercizio e situazione contabile aggiornata,
-Delibera di aumento del capitale sociale,
-Copia libro soci con evidenza del capitale sottoscritto e versato,
-Documentazione inerente l’adesione al Cooperifidi regionale, con indicazione della quota versata (anche in assenza del rilascio di garanzie),
-Documentazione inerente l’adesione al Centro servizi, con indicazione dei servizi utilizzati o che si intendono utilizzare e relative tariffe applicate.
A totale rimborso avvenuto (oppure al rimborso delle singole tranche) Fondosviluppo riconoscerà i costi sostenuti per i servizi erogati dal Centro Servizi, dietro presentazione di idonea documentazione contabile.

martedì 9 marzo 2010

Condono IVA: non piu valido anche per la Cassazione

Con Sentenze del 18/09/2009 n. 20068 e 20069, del 23/10/2009 n.22517, e piu recentemente del 17 febbraio 2010, nn. 3673, 3674, 3675, 3676 e 3677 ed altre, la Corte di Cassazione - alla luce della pronuncia della Corte di Giustizia UE n. C-132/06 - ha individuato più volte i limiti dell'illegittimità comunitaria dei condoni IVA, rilevando nella rottamazione dei ruoli una nuova fattispecie contraria al diritto comunitario.
Secondo la Corte di Giustizia UE, infatti, la normativa italiana con la rinuncia generale e indiscriminata all’accertamento delle operazioni imponibili ha violato gli obblighi degli stati membri al’interno del sistema comune dell’Iva.
Pertanto, il giudice tributario chiamato a pronunciarsi su questioni attinenti le definizioni IVA non potrà più considerare né il condono tombale, né l'integrativa semplice, né la rottamazione dei ruoli, per la parte concernente l'IVA.

lunedì 8 marzo 2010

RETI D’IMPRESA: AGEVOLAZIONI REGIONE EMILIA ROMAGNA

In relazione alle prospettate opportunità offerte dal nuovo strumento delle reti d'impresa finalizzate alla creazione di sinergie e unioni tra aziende, rendiamo noto in merito alla prima importante iniziativa nel campo delle Reti d’impresa presa dalla Regione Emilia Romagna.
Con delibera di Giunta n. 141/2010 infatti la Regione Emilia Romagna ha emanato il bando relativo alla Misura 2.1 Azione B “Programma Triennale per le Attività Produttive” destinato a sostenere la creazione, lo sviluppo ed il rafforzamento di Reti d’Impresa.
Pubblichiamo pertanto una sintesi del Bando che è stato pubblicato sul portale della Regione Ermes Imprese e sul Bur.
SINTESI DEL BANDO
OBIETTIVI ED OGGETTO DELL’INTERVENTO
Gli interventi ammissibili sono rivolti al consolidamento e allo sviluppo di reti esistenti nonché alla creazione e allo sviluppo di nuove reti di imprese, attraverso:
-? lo sviluppo di funzioni avanzate condivise dalla rete; (produzione, progettazione, logistica, servizi connessi, ecc.);?
- il consolidamento, lo sviluppo e/o la creazione di reti di subfornitura;
- l’aumento dell’efficienza e della produttività o l’ampliamento della capacità produttiva attraverso l’integrazione della rete di imprese;
?- il miglioramento e la qualificazione delle performance ambientali delle imprese con particolare attenzione all’intero ciclo di vita del prodotto/servizio;
?- la realizzazione di attività di servizio comuni per l’innovazione delle imprese;
?- la valorizzazione dei sistemi di gestione della qualità a livello di reti di imprese;
?- lo sviluppo di prodotti/servizi che consentano l’ampliamento del mercato e dei canali distributivi, anche attraverso la creazione e promozione di un marchio di rete;
?- la promozione della partecipazione delle imprese femminili, giovanili e delle nuove imprese alla rete.
SOGGETTI BENEFICIARI
1)Raggruppamenti di p.m.i. costituiti con forma giuridica di “contratto di rete” ai sensi del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33.
2)Contratti di rete stipulati tra imprese per la realizzazione di progetti/interventi finalizzati al perseguimento delle finalità/obiettivi indicati nel presente bando. In tal caso i raggruppamenti di imprese legate dal contratto di rete potranno assumere le seguenti forme giuridiche:
a)A.T.I Associazioni Temporanee di Imprese tra Piccole e Medie Imprese - costituite, o ancora da costituire - aventi sede legale e/o operativa nella Regione Emilia-Romagna, purché l’intervento sia realizzato in Emilia-Romagna;
b)Consorzi e le società consortili di Piccole e Medie Imprese, costituiti anche in forma cooperativa, aventi sede legale e/o operativa nella Regione Emilia-Romagna, purché l’intervento sia realizzato in Emilia-Romagna, nei seguenti casi:
Sia in caso di A.T.I. che in caso di consorzio, il raggruppamento partecipante al progetto deve essere costituito da un minimo di 3 imprese.
Sia in caso di A.T.I. che in caso di consorzio, tutti i soggetti beneficiari del contributo regionale (compreso il consorzio stesso), devono inoltre possedere i seguenti ulteriori requisiti:
?- appartenere ai settori di attività economica ammissibili ai sensi del presente bando. I settori di attività ammessi ed esclusi dal contributo regionale sono indicati nell’APPENDICE 1 al presente bando;
?- possedere i requisiti (parametri dimensionali e caratteri di autonomia) di piccola e media impresa indicati nell’APPENDICE 2 al presente bando;
?- sia in caso di A.T.I. che in caso di consorzio, la maggioranza assoluta dei soggetti del raggruppamento deve obbligatoriamente possedere e rispettare tutti i requisiti e le condizioni previsti dal presente bando e dai suoi allegati per la concessione/erogazione del contributo (Esempio n. 1: in caso di A.T.I. composta da 3 imprese, almeno 2 imprese devono obbligatoriamente possedere i requisiti di p.m.i., appartenere ai settori di attività economica ammissibili, avere l’unità locale coinvolta nel progetto di rete in Emilia Romagna, ecc…).
SPESE AMMISSIBILI
A) Costi per l’acquisto di hardware e software di nuova fabbricazione acquistati nel periodo di realizzazione del progetto e strettamente necessari alla realizzazione del progetto stesso;
B) Costi per acquisizione di brevetti e diritti di licenza strumentali alla realizzazione del progetto;
C) Costi per spese impiantistiche e opere civili, finalizzate esclusivamente alla realizzazione della rete;
D) Costi per consulenze amministrative riguardanti la compilazione e redazione della domanda di contributo e dei relativi allegati nonché della documentazione di rendicontazione, nell’importo massimo di spesa ammissibile di € 2.000,00 per ogni domanda di contributo;
E) Costi per la presentazione di una fideiussione bancaria a sostegno dell’anticipo del 50% del contributo concesso, nell’importo massimo di spesa ammissibile di € 2.000,00 per ogni domanda di contributo;
F) Spese notarili e di registrazione sostenute per la costituzione dell’A.T.I. e/o per la formalizzazione del contratto di rete, nell’importo massimo di spesa ammissibile di € 2.000,00 per ogni domanda di contributo;
G) Consulenze esterne specialistiche per la realizzazione dell'intervento. Le consulenze esterne dovranno essere specifiche e strategiche ai fini della realizzazione dell'intervento e caratterizzate da un contenuto altamente specialistico.
Nell’ambito delle consulenze esterne specialistiche sono ricompresi i costi eventualmente sostenuti per le prestazioni del c.d. “manager di rete” (temporary manager o manager condiviso dalla rete di imprese) dedicato alla conduzione, coordinamento e gestione delle attività del programma di rete.
Non saranno ammesse le consulenze ordinarie, contabili, fiscali, giuridico-amministrative, ecc.
H) Costi del personale dipendente delle p.m.i. impegnate nel progetto
Tali costi saranno riconosciuti nella misura massima forfettaria del 50% della somma delle precedenti voci di spesa A+B+C+D+E+F+G ammesse.
Tali spese sono da intendersi comprensivi dei costi puri del lavoro e degli oneri complessivi sostenuti dal datore di lavoro. Deve trattarsi esclusivamente di personale dipendente (iscritto nel libro matricola e retribuito con regolare busta paga) delle p.m.i. del raggruppamento partecipante al progetto, incluso il personale a tempo determinato e part-time. Sono inoltre ammessi a finanziamento i costi relativi a contratti di collaborazione a progetto.
I) Costi per la formazione del personale dipendente impegnato nel progetto
Tali costi saranno riconosciuti fino ad un limite massimo di spesa pari al 10% della somma delle precedenti voci di spesa A+B+C+D+E+F+G ammesse.
J) Spese generali nella misura forfettaria massima del 10% della somma delle precedenti voci di spesa A+B+C+D+E+F+G ammesse.
DURATA DI REALIZZAZIONE DEI PROGETTI
Ai fini del riconoscimento della loro ammissibilità, le spese potranno essere sostenute a partire dal 1° gennaio 2010. Gli interventi agevolati dovranno avere una durata minima di 24 mesi decorrenti dalla data dell’atto di concessione del contributo.
Gli interventi agevolati dovranno concludersi entro il termine perentorio di 36 mesi decorrenti dalla data dell’atto di concessione del contributo.
CONTRIBUTO REGIONALE
L’agevolazione prevista nel presente bando consiste in un contributo in conto capitale, fino ad una misura massima corrispondente al 50% della spesa ritenuta ammissibile. In caso di insufficienza delle risorse disponibili, la Giunta Regionale si riserva la facoltà di ridurre la suddetta percentuale di contribuzione.
Saranno esclusi i progetti con spesa ritenuta ammissibile dalla Regione inferiore a € 75.000,00. Il contributo concedibile non potrà, in ogni caso, superare l’importo di € 150.000,00 per progetto.
REGIME DI AIUTO
Il contributo di cui al presente bando viene concesso secondo quanto stabilito nella Comunicazione della Commissione – Quadro di riferimento temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’accesso al finanziamento nell’attuale situazione di crisi finanziaria ed economica 2009/C 83/01, paragrafo 4.2 – Regime de minimis
A tal proposito si precisa che l’importo complessivo degli aiuti “de minimis” e degli ulteriori aiuti già ottenuti ai sensi del paragrafo 4.2 della predetta Comunicazione, concedibili ad una medesima p.m.i. non deve superare l’importo di € 500.000,00 nel periodo 1 gennaio 2008 – 31 dicembre 2010.
MODALITA’ E TERMINI DI PRESENTAZIONE DEI PROGETTI
I soggetti interessati alla realizzazione dei progetti di cui al presente bando, devono presentare la relativa domanda, redatta nella forma di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, utilizzando esclusivamente il MODELLO 1, reperibile nel sito internet regionale www.ermesimprese.it e, a seguire, su http://www.emiliaromagna.si-impresa.it/.
Ciascun consorzio/società consortile o ATI può presentare domanda di contributo per un solo progetto.
Le domande, complete dei relativi allegati, devono essere inviate entro il termine perentorio del 30 aprile 2010, esclusivamente a mezzo di raccomandata postale con ricevuta di ritorno.
PROCEDURE E MODALITA’ DI ISTRUTTORIA E VALUTAZIONE DEI PROGETTI
La procedura di selezione dei progetti proposti sarà di tipo valutativo a graduatoria ai sensi dell'art. 5, comma 2 del D.Lgs. 123/98. Le domande saranno valutate da un apposito nucleo di valutazione nominato con provvedimento del Direttore Generale alle Attività Produttive, Commercio, Turismo.
Ai fini della valutazione dei progetti presentati e della conseguente formazione della graduatoria delle domande ammesse a contributo, il nucleo di valutazione utilizzerà i seguenti criteri/parametri e attribuirà i seguenti punteggi:
A)Completezza e articolazione dei contenuti e del programma del progetto, con riferimento agli obiettivi di cui al paragrafo 1 del presente bando (fino a 110 punti);
B)Qualità e innovatività della proposta progettuale (fino a 60 punti).
MODALITA’ DI RENDICONTAZIONE ED EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI
Il contributo sarà liquidato agli aventi diritto secondo le due seguenti modalità (in alternativa l’una all’altra):
A) in un'unica soluzione, ad ultimazione dell'intervento e dietro presentazione di apposita documentazione di rendicontazione finale;
B) in due soluzioni comprendenti:
• erogazione di un anticipo pari al 50% del contributo concesso, a seguito di una espressa richiesta del beneficiario e con contestuale presentazione di una fideiussione bancaria o assicurativa, con beneficiario la Regione Emilia-Romagna e di un importo pari all’entità dell’anticipo da erogare;
• erogazione del rimanente 50% del contributo concesso, a titolo di saldo del contributo stesso, a seguito della presentazione di apposita documentazione di rendicontazione finale.

giovedì 4 marzo 2010

Diritto annuale CCIAA 2010: fissati i nuovi importi

Sono state fissate le misure per l’anno 2010 del diritto annuale dovuto, dalle imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese, alle Camere di Commercio, ai sensi dell’art. 8, L. 29.12.1993, n. 580.
In particolare, per le imprese iscritte e per le imprese individuali annotate nella sezione speciale del Registro delle imprese il diritto annuale è dovuto nella misura fissa di € 88, mentre per le imprese con ragione di società semplice non agricola la misura è pari a € 144.
Per le società iscritte nella sezione speciale ai cui all’art. 16, co. 2, D.Lgs. 2.2.2001, n. 96 il diritto annuale è di € 170.
Relativamente alle imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle imprese, anche se annotate nella sezione speciale, il diritto annuale è determinato applicando al fatturato dell’esercizio 2009 le misure fisse o le aliquote per scaglioni di fatturato determinate dal decreto stesso.
da 0,00 a 100.000,00 - € 200,00 (Misura fissa)
da 100.000,01 a 250.000,00 - € 200,00 + 0,015% della parte eccedente 100.000,00
da 250.000,01 a 500.000,00 - € 222,50 + 0,013% della parte eccedente 250.000,00
da 500.000,01 a 1.000.000,00 - € 255,00 + 0,010% della parte eccedente 500.000,00
da 1.000.000,01 a 10.000.000,00 - € 305,00 + 0,009% della parte eccedente 1.000.000,00
da 10.000.000,01 a 35.000.000,00 - € 1.115,00 + 0,005% della parte eccedente 10.000.000,00
da 35.000.000,01 a 50.000.000,00 - € 2.365,00 + 0,003% della parte eccedente 35.000.000,00
oltre 50.000.000,00 - € 2.815,00 + 0,001% della parte eccedente 50.000.000,00 (fino a un massimo di 40.000,00 euro)
Il diritto annuale va versato in un’unica soluzione utilizzando il Mod. F24, entro il termine di pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi.

mercoledì 3 marzo 2010

Bilanci 2009: novità per la redazione

Con Circolare 19 febbraio 2010, n. 5, Assonime ha ripercorso le tappe fondamentali dell'introduzione in Italia del linguaggio XBRL (eXtensible Business Reporting Language), formato elaborabile per la trasmissione dei dati contabili dalle società alle camere di commercio.
In particolare, Assonime specifica che, già dai prossimi mesi, tale nuovo linguaggio dei bilanci interesserà la quasi totalità delle società di capitali italiane, con la sola esclusione delle seguenti:
•società di capitali quotate in mercati regolamentati;
•società non quotate che adottano gli IFRS;
•società bancarie, finanziarie e assicurative;
•società controllate da una di quelle sopraelencate o da queste incluse nel proprio consolidato;
•società di capitali in liquidazione.
Inoltre si ricorda che a seguito delle modifiche apportate all'art. 2427, Codice civile, la nota integrativa dei bilanci d'esercizio 2009 dovrà contenere informazioni anche riguardo ai cosiddetti accordi "fuori bilancio", cioè gli accordi che non risultano dallo Stato Patrimoniale ma la cui indicazione serve per valutare la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società.
Pertanto, in nota integrativa dei bilanci 2009 dovranno essere indicate le operazioni fuori bilancio quali, ad esempio, gli obblighi derivanti da contratti di factoring pro-solvendo, gli accordi combinati di vendita e riacquisto, le disposizioni in merito al deposito di merci, le operazioni di leasing operativo, ecc., solo nel caso in cui i rischi e i benefici derivanti da tali operazioni siano significativi.
Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata (art. 2435-bis, Codice civile), potranno, invece, limitare le informazioni solo relativamente alle operazioni con parti correlate e agli accordi fuori bilancio.

martedì 2 marzo 2010

Tassa annuale libri soociali: entro il 16 marzo il pagamento per il 2010

Società di capitali chiamate in cassa per il pagamento della concessione governativa per la bollatura e la numerazione di libri e registri sociali (libro dei soci, libro delle obbligazioni, libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, del consiglio di amministrazione, del collegio sindacale, del comitato esecutivo, delle assemblee degli obbligazionisti). Scade infatti il 16 marzo il termine ultimo per effettuare il versamento della tassa senza applicazione di sanzioni.
La tassa è dovuta in misura forfetaria ed annualmente (articolo 3, nota 3, della tariffa allegata al Dpr 641/1972) da Spa, Srl, Sapa, società consortili a responsabilità limitata, aziende speciali e consorzi tra enti territoriali; in pratica, tutti i soggetti dotati di capitale o fondo di dotazione aventi per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali, quindi anche gli enti che svolgono attività commerciali. Chiamate all'adempimento anche le società in liquidazione ordinaria fino a quando permane l'obbligo della tenuta dei libri e delle scritture contabili (cioè fino al momento della loro cancellazione dal Registro delle imprese) e quelle sottoposte a procedure concorsuali.
Il termine per il versamento coincide con quello dell'Iva dovuta per l'anno precedente, pertanto è fissato al 16 marzo.
L'importo dovuto prescinde dal numero dei libri e dei registri tenuti e dalle relative pagine, e ammonta a 309,87 euro se, alla data del 1° gennaio dell'anno di riferimento (quindi, al 1° gennaio 2010), l'ammontare del capitale sociale o del fondo di dotazione non è superiore a 516.456,90 euro. In caso contrario, la misura della tassa è pari a 516,46 euro.
Il versamento va effettuato utilizzando il modello F24 con indicazione, nella sezione "Erario", del codice tributo 7085 - Tassa annuale vidimazione libri sociali, dell'importo e dell'anno per il quale viene eseguito il pagamento (2010). Per l'importo dovuto, è possibile far ricorso alla compensazione con eventuali crediti vantati di altre imposte e contributi.
Per le società di nuova costituzione, invece, il pagamento va effettuato, prima della presentazione della dichiarazione di inizio attività (su cui vanno riportati gli estremi di versamento), mediante bollettino di conto corrente postale intestato all'Ufficio del Registro di Roma - Tasse di concessioni governative - c/c postale n. 6007.
Fonte: Fisco Oggi

Dichiarazione annuale IVA: se presentata entro il 1° marzo esonera dalla Comunicazione annuale dati IVA

Da quest'anno, la presentazione della Comunicazione annuale dati IVA può essere evitata non solo nelle ipotesi di esonero espressamente previste (enti pubblici, procedure concorsuali, persone fisiche con volume d'affari non superiore a 25.000 euro, etc.), ma anche qualora il contribuente presenti la dichiarazione annuale IVA in forma autonoma entro il 1° marzo (il 28 febbraio cade di domenica) ossia entro il termine di presentazione della Comunicazione dati IVA.
La dichiarazione annuale, infatti, contiene tutti gli elementi della Comunicazione dati: pertanto, l'Amministrazione finanziaria disporrebbe in tal modo di tutti gli elementi per poter segnalare alla Comunità Europea l'ammontare di risorse proprie dello Stato, così come previsto dall'articolo 252 della Direttiva n. 112/2006.
Fonte: seac